Presentazione “Sincronia Colpevole” a “La Fiasca” -Forlì-

Presentazione “Sincronia Colpevole” a “La Fiasca” -Forlì-

 

Ogni presentazione, come ogni rapporto che si ha al di fuori della nostra situazione di comfort ci porta inevitabilmente a metterci in discussione e ad attingere da punti di vista differenti dal nostro, per poi riuscire a formare e plasmare la nostra idea, più completa e reale di prima. Questa è stata una presentazione che ha toccato svariati temi, come la mancata presa di responsabilità genitoriale e il circolo vizioso che ne deriva, nonché la non coscienza che porta la vittima di qualsiasi tipo di violenza, all’identificazione con il rispettivo carnefice e quindi, alla riproduzione inconscia della tabella psichica bloccata nella mente. 

 

Quella di ieri, 17 Dicembre, è stata per me non solo una valida occasione per mettermi in gioco ma anche uno strumento di condivisione. Ho avuto l’onore e la possibilità di dialogare con la mia editor, Natascia Cortesi e diciamocelo, francamente non capita tutti i giorni per un autore un’occasione simile. E vi dirò, seppur fra me e lei ci sono esattamente 226 km mi è sembrato di dialogare con me stessa, come faccio tutti i giorni. Ma chi condivide un’empatia così grossa con la propria editor sa esattamente di cosa sto parlando. Mi è sembrato un po’ come parlare all’interno della mia testa. Raccontavo e spiegavo dei fatti, che lei conosceva già a memoria e come potrebbe essere il contrario, dato che la sua figura mi assiste non solo nel lavoro successivo alla scrittura di un romanzo ma anche prima. Quando di quella idea vi è solo una sagoma grezza e abbozzata. Presentare un romanzo con la propria editor è un’esperienza che consiglio a tutti, non solo per la carica emotiva che vi lascia ma anche per lo scambio che ci si dà. Se poi tutto questo si conclude con del buon vino, la burrata e la piadina quella buona che Nicolò ci ha servito, caspita. Che meraviglia!

Ma, se da una parte ho avuto il piacere di chiacchierare pubblicamente con la mia editor, dall’altra ho avuto l’onore di essere accompagnata dallo scrittore Salvatore Gagliarde che, con estrema empatia ha letto alcuni passi del romanzo. E vedere un uomo che maneggia certi versi e certe emozioni in quel modo è lodevole, ma gli artisti dico sempre che possiedono il done della sensibilità estrema e questa qualità non ha sesso. Mi sento di dire infine, che la conoscenza che ho fatto con Gagliarde è stata puramente casuale ma si è rivelata molto produttiva. Perché non solo si è dimostrato estremamente sensibile verso il mio modo di scrivere e verso i temi toccati ma con lui condivido la passione per la psicologia criminale, materia che mi auguro ci porterà presto a confrontarci ancora.

 

Sì, perché questo meraviglioso mondo oltre a donare grandi soddisfazioni ti da anche la possibilità di arricchirti la vita con persone colme di cose interessanti da raccontare. In questo modo oltre a non smettere mai di imparare, si ha l’opportunità di mantenere la mente elastica e aperta a ogni dibattito, perché ci sono molti punti di vista e non sta a noi giudicare cosa è giusto o sbagliato ma solo lasciarci guidare da ciò che in quel preciso istante ci rende felici.

 

 

 

 

 

 

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