Il mezzo di comunicazione dei bambini.

Il mezzo di comunicazione dei bambini.

 

Inizia da oggi questo nuovo spazio divulgativo, che non vuole essere di campo tecnico, quanto più il mio punto di vista e le mie conoscenze in merito a quanto ho vissuto all’interno dei corsi svolti, dei miei studi individuali e dei testi letti, propedeutici alle tematiche trattate all’interno dei miei romanzi. Si tratta di considerazioni prettamente personali che non vogliono essere di insegnamento a nessuno, ma semplicemente un’esposizione del mio punto di vista sugli argomenti che più mi appassionano.

 

La prima considerazione che dobbiamo avere quando ci avviciniamo alla lettura di una rappresentazione grafica di un bambino è la consapevolezza che il bimbo deve avvicinarsi al gioco del disegno in modo totalmente spontaneo e che per poter avere delle riflessioni globali dobbiamo conoscere il bambino e insieme a lui anche il suo percorso. Per lui il disegno è sempre un atto proiettivo ma dobbiamo sempre stare molto attenti nella nostra fase di lettura, per non proiettare il nostro modo di leggere il disegno, in base al nostro mondo interiore, confondendolo con quella del bimbo.

Il bambino quando disegna comunica quelle che sono le sue emozioni e anche il suo carattere, infatti da una parte verrà mostrato l’elemento che rimarrà stabile durante la crescita, ovvero l’indole e il temperamento, dall’altra ci mostrerà le sue emozioni e lo stato d’animo attuale, in cui inconsapevolmente mostrerà anche il suo modo di porsi e relazionarsi nell’ambiente. Molto importante quindi, leggere la rappresentazione grafica non soltanto facendosi trasportare dalle prime impressioni, ma seguendo gli indici di lettura, indici che devono essere considerati in modo totalitario, insieme alla conoscenza del bambino.

𝐼 𝒷𝒾𝓂𝒷𝒾 𝓋𝒾𝓋𝑜𝓃𝑜 𝒶𝓁𝓁’𝒾𝓃𝓉𝑒𝓇𝓃𝑜 𝒹𝒾 𝓊𝓃 𝓂𝑜𝓃𝒹𝑜 𝒻𝒶𝓃𝓉𝒶𝓈𝓉𝒾𝒸𝑜, 𝓊𝓃 𝓂𝑜𝓃𝒹𝑜 𝓅𝑜𝒸𝑜 𝒹𝑒𝒹𝓊𝓉𝓉𝒾𝓋𝑜 𝓂𝒶 𝓂𝑜𝓁𝓉𝑜 𝒾𝓈𝓉𝒾𝓃𝓉𝒾𝓋𝑜, 𝒹𝑜𝓋𝑒 𝓃𝑜𝒾 𝓉𝓊𝓉𝓉𝒾 𝒶𝒷𝒷𝒾𝒶𝓂𝑜 𝓋𝒾𝓈𝓈𝓊𝓉𝑜. 𝐸 𝒹𝒶 𝓆𝓊𝑒𝓈𝓉𝑜 𝓂𝑜𝓃𝒹𝑜 𝒽𝒶𝓃𝓃𝑜 𝓉𝒶𝓃𝓉𝑒 𝒸𝑜𝓈𝑒 𝒹𝒶 𝒹𝒾𝓇𝒸𝒾 𝑒 𝒹𝒶 𝓇𝒶𝒸𝒸𝑜𝓃𝓉𝒶𝓇𝒸𝒾, 𝓅𝑒𝓇𝒸𝒽é 𝓆𝓊𝒾𝓃𝒹𝒾 𝓃𝑜𝓃 𝒶𝓈𝒸𝑜𝓁𝓉𝒶𝓇𝓁𝒾 𝑒 𝓈𝑜𝓅𝓇𝒶𝓉𝓽𝓊𝓉𝓉𝑜 𝒸𝑜𝓂𝓅𝓇𝑒𝓃𝒹𝑒𝓇𝓁𝒾?

 

 

𝕀ℕ𝔻𝕀ℂ𝕀 𝔻𝕀 𝕃𝔼𝕋𝕋𝕌ℝ𝔸 𝔻𝔼𝕃 𝔻𝕀𝕊𝔼𝔾ℕ𝕆

 

 

  • Localizzazione nello spazio

Dobbiamo immaginare il foglio lavorato dal bambino diviso in quattro parti uguali. Questi spazi equivalgono alla proiezione dello spazio vissuto sia dal punto di vista relazionale che fisico. Se il bimbo si è mosso liberamente all’interno delle quattro zone possiamo presupporre che si sia spostato in modo libero, senza impedimenti emotivi o caratteriali. Se invece vi è stata limitazione nell’esplorazione di tutte le parti del foglio possiamo ipotizzare che il bimbo stia vivendo degli impedimenti. Supposizioni che si possono riscontrare anche con una realtà opposta, ovvero un bambino di età superiore che disegna uscendo dai bordi del foglio potrebbero essere indice di carenze affettive, mancanza di fiducia in se stessi e una ricerca di attenzioni. Tutte queste però, sono deduzioni che dobbiamo sempre fare conoscendo il bambino e il suo vissuto.

  • Dimensioni

Fino a circa sei anni il bambino tenderà a coprire per intero tutto il foglio che ha a disposizione, perché a questa età verranno realizzate le dimensioni delle figure con una valenza emotiva piuttosto che realistica. All’Interno di questa fase evolutiva se il bimbo non si trova a suo agio nello spazio vissuto, allora tenderà a non esplorare tutto la superficie a disposizione. Esempio che però possiamo ricondurre anche a una peculiarità caratteriale dei bambini timidi e introversi. In realtà questo pensiero lo possiamo trovare spesso e volentieri all’interno di un contesto scolastico in età prescolare, dove il bambino entra in un ambiente nuovo, con persone sconosciute. La prima cosa che fa in questo caso il bimbo è di rimanere all’ingresso della stanza, non esplora con facilità lo spazio a disposizione; in questo caso il foglio. Ma questa quindi, è una situazione legata all’emozione del momento e che tende a mutare nei lavori grafici che il bambino eseguirà nel tempo.

  • Impugnatura, movimenti e pressione

Indici di lettura che riconducono all‘energia del bambino. Una pressione più energica è indice di forte energia e la possiamo trovare più frequente nei soggetti maschili in età evolutiva. La pressione leggera invece può ricondurre a personalità insicure, indecise e  timide, oppure in soggetti educati in modo repressivo o con storie familiari di abbandono o di deprivazione. Ma queste ovviamente sono solo supposizioni e la pressione deve essere analizzata insieme agli altri indici di lettura.

  • Esitazioni e cancellature

Possiamo leggere questi indici come dei ripensamenti che ha il bambino nella proiezione all’interno del foglio. Se il bimbo quando disegna ha molti ripensamenti, delle esitazioni e sbaglia più volte tutto questo può far pensare a una tensione emotiva che però può essere attribuita a una situazione momentanea in relazione a un avvenimento.

  • Distorsioni nella forma e nel colore

Possiamo pensare a una distorsione nella forma di una mano o di una bocca, rispetto al resto della figura rappresentata. Ma il significato dipende molto dal contesto; se tutti gli altri indici di lettura ci riportano a sensazioni positive e piacevoli, possiamo ipotizzare che il bambino da questa mano e da questa bocca grande recepisca emozioni accoglienti ma se gli altri indici di lettura ci riportano a uno squilibrio, ecco che la rappresentazione ci rimanda a una situazione poco piacevole vissuta dal bimbo che l’ha rappresentata, in questo caso la mano e la bocca ci inviano a dei disagi in relazione per esempio a un genitore.

  • Parti mancanti

Non sempre la parte mancante nel disegno sta a significare una paura del bambino, un timore di disegnare quel tipo di rappresentazione. Dobbiamo sempre leggere il disegno nella sua complessità: per esempio, se il disegno è stato fatto da un bimbo  molto piccolo possiamo dedurre che si sia stancato di disegnare o che abbia concluso la sua esigenza di comunicare attraverso il foglio. Soltanto se nel disegno tutti gli altri indici portano a una lettura preoccupante possiamo pensare alle parti mancanti come a delle emozioni evitate per paura e magari anche troppo difficili anche solo abbozzarle o rappresentarle in maniera grossolana.

 

Ogni mattina il mondo è un foglio di carta bianco e attende che i bambini, attratti dalla sua luminosità, vengano a impregnarlo dei loro colori.

(Fabrizio Caramagna)

 

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