Piromania. Che cosa si nasconde dietro questo disturbo?

Piromania. Che cosa si nasconde dietro questo disturbo?

Bentornati in questo nuovo spazio divulgativo, che non vuole essere di campo tecnico, quanto più il mio punto di vista e le mie conoscenze in merito a quanto ho vissuto all’interno dei corsi svolti, dei miei studi individuali e dei testi letti, propedeutici alle tematiche trattate all’interno dei miei romanzi. Si tratta di considerazioni prettamente personali che non vogliono essere di insegnamento a nessuno, ma semplicemente un’esposizione del mio punto di vista sugli argomenti che più mi appassionano.

 

Il fuoco fin dall’antichità ha accompagnato l’uomo durante il suo periodo di crescita e di sviluppo. Ma non solo, questo elemento stringe legami con tutte le attività umane ordinarie e anche patologiche. Non a caso, al fuoco si associano forti stimoli come l’odio, la rabbia e la passione e anche simbologie universali come il divino e il sacro. Seppur nel tempo il fuoco abbia indotto l’uomo a temerlo e a rispettarlo, si è notato come questo elemento si inserisse all’interno dei fenomeni criminosi e che quindi, l’ossessione per il fuoco definita piromania, potesse benissimo rientrare all’interno dei disturbi del controllo degli impulsi, come azione caratterizzata dall’impossibilità di resistere alla messa in atto di questo stimolo che può danneggiare sé e gli altri.

 

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Quando l’incendio non è frutto di eventi prettamente naturali, ma è provocato in maniera del tutto intenzionale, ci troviamo davanti a quella che viene da sempre definita piromania.

Questo termine di origini Greche (pyros = fuoco e mania = passione eccessiva) indica un insieme di emozioni, eccitazioni e gratificazioni psicologiche, difficilmente controllabili, correlate alla provocazione volontaria di un incendio. Ma questo disturbo non si esprime solo con l’accensione del fuoco ma anche con l’appagamento nell’assistere a tutte le fasi di spegnimento. Le conseguenze di un incendio sono ben evidenti da tutti noi, perché con sé porta distruzione, terrore e morte. Tutte ripercussioni che il piromane non concepisce adeguatamente, perché troppo offuscato nel vedere solo gli affetti per lui piacevoli. Questa è una messa in atto con la quale l’autore del gesto traduce in azioni immediate vissuti di vuoto o di tensione, che non trovano modo di essere razionalizzati e consapevolizzati con il pensiero.

Nelle caratteristiche associate alla diagnosi di piromania, troviamo spesso un abuso di alcolici e al gioco d’azzardo, ovvero tutti comportamenti che coinvolgono la sfera degli impulsi. Spesso si è davanti a un soggetto maschile tra i trenta e i quaranta anni, con un basso livello intellettivo e scarse capacità si apprendimento. Presenta attrazione per il fuoco fin dalla più tenera età, sviluppando poi incapacità comunicative sia relazionali che sociali. Possibili problematiche sessuali legate ad abusi infantili dove appunto in età adulta viene trasmessa l’impotenza tramite il fuoco e la forza che esso emana. Vive in solitudine e spesso la famiglia d’origine vive distanziata e con scarsi legami affettivi.

In merito ai frequenti casi d’incendi dolosi provocati negli ultimi anni, autorità e ricercatori hanno tracciato dei possibili profili psicologici/comportamentali. A parte l’incendiario per eccitazione, ossia il piromane per antonomasia, si dividono in:

 

  • INCENDIARIO PER VANDALISMO:

In questo caso solitamente si ha a che fare con un gruppo, perché per suddetto motivo il singolo non opererebbe. Si parla di profili molto giovani che attaccano luoghi come scuole, parchi e aree verdi. Tendenzialmente agiscono per noia e divertimento, abbandonando quasi subito la scena del fuoco.

 

  • INCENDIARIO PER PROFITTO

Agisce per tornaconto personale, per riscuotere assicurazioni o comunque con l’intenzione di ricavarne un guadagno proprio. Solitamente questo profilo studia con cura le modalità dell’azione, operando a tarda sera o alle prime luci dell’alba e utilizzando esplosivi, abbandonando poi il prima possibile la scena del fuoco.

 

  • INCENDIARIO PER ALTRO CRIMINE

Finalizzato alla distruzione di prove attraverso il fuoco, collegate a una scena del crimine, per sviare le indagini.

 

  • INCENDIARIO PER VENDETTA

Categoria con il più alto elemento femminile. Mira alla distruzione di beni altrui come forma di risarcimento personale. Agisce frequentemente sotto l’effetto di forti dosi alcoliche e usa inneschi ad azione lenta.

 

  • INCENDIARIO PER TERRORISMO POLITICO

La sua intenzione è di esercitare una forte pressione sullo Stato, realizzando un grave danno nel tentativo di condizionarne le decisioni, finché l’interesse politico-istituzionale venga concretamente minacciato.

 

L’impossibilità del piromane di rendersi consapevole dei propri vissuti e stati d’animo interni e quindi di elaborarli cognitivamente si accompagna all’impossibilità di pensare anticipatamente alle conseguenze dei suoi gesti. Questo tuttavia, non vuole dire che l’incendiario non sia colpevole o intenzionato. Difatti, è ritenuto giuridicamente imputabile per il reato commesso. E non solo, quanto più la scena del fuoco è studiata e pianificata e la tecnica d’innesco architettata, quanto più l’autore viene considerato razionale e capace di intendere e volere.

 

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